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Lavoro Sociale

 

Definizione di lavoro sociale adottata dall'

International Federation of Social Workers

Montreal – Canada, 26 luglio 2000

 

Il lavoro sociale professionale promuove il cambiamento sociale, il processo di soluzione dei problemi nelle relazioni umane, l'empowerment e la liberazione delle persone per accrescere il loro benessere. Utilizzando le teorie sul comportamento e sui sistemi sociali, il lavoro sociale interviene ove le persone interagiscono con i loro ambienti. I principi dei diritti umani e della giustizia sociale sono fondamentali per il lavoro sociale.

 

Il lavoro sociale, nelle sue diverse forme, affronta le transazioni multiple e complesse tra le persone e i loro ambienti. La sua missione è quella fare in modo che tutte le persone siano in grado di sviluppare pienamente il proprio potenziale, arricchendo le loro esistenze e prevenendo le disfunzioni. Il lavoro sociale professionale è focalizzato sul problem-solving e sul cambiamento. Gli operatori sociali dunque sono agenti di cambiamento a livello sociale e a livello individuale, familiare, comunitario. Il lavoro sociale è un sistema interrelato di valori, di teorie e di attivita' pratiche.

Il lavoro sociale trae origine dalle idee umanitarie e democratiche e i suoi valori si basano sul rispetto per l'eguaglianza, il valore e la dignita' di tutte le persone. Fin dai suoi inizi, oltre cento anni orsono, la pratica del lavoro sociale si è incentrata sul cercare risposte ai bisogni dell'uomo sullo sviuppo del potenziale umano. I diritti umani e la giustizia sociale sono la motivazione che giustifica l'azione del lavoro sociale. La professione è solidale con le persone svantaggiate e si sforza di alleviare la poverta' e di emancipare i deboli e gli oppressi, al fine di promuovere l'inclusione sociale. I valori del lavoro sociale sono incorporati nei codici deontologici della professione, nazionali e internazionali.

Il lavoro sociale basa la propria metodologia su di un sistematico corpo di conoscenze, costruite su dati oggettivi derivati dalla ricerca empirica e dalla verifica dell'efficacia dell'azione professionale , inclusi i i saperi locali e le culture indigene (local and indigenous knowlwdge) legati agli specifici contesti in cui ha luogo l'azione professionale. Il lavoro sociale riconosce la complessita' dell'interazione tra gli esseri umani e il loro ambiente, nonche' la possibilita' che le persone da un lato siano esposte all'influsso di molteplici fattori bio-psico-sociali, dall'altro siano in grado di modificarli. Il lavoro sociale professionale fa riferimento alle teroie dello sviluppo umano, del comportamento e dei sistemi sociali per analizzare le situazioni nella loro complessita' e per facilitare i cambiamenti individuali, organizzativi, sociali e culturali.

Il lavoro sociale rivolge la sua azione verso le barriere, le disuguaglianze e le ingiustizie che esistono nella società. Risponde alla crisi e alle emergenze cosi' come ai problemi che si presentano nella vita quotidiana del singolo individuo o nella societaà. Il lavoro sociale utilizza un ventaglio di abilità, di tecniche e di attivista' coerenti con il suo fuoco olistico sull'insieme di persona e ambiente. Gli interventi di lavoro sociale spaziano dai processi di aiuto psico-sociali centrati soprattutto sulla singola persona al coinvolgimento nella costruzione delle politiche sociali, nella pianificazione dei servizi e nello sviluppo sociale. Gli inteventi di lavoro sociale comprendono il counseling, il lavoro sociale riparativo o “clinico” , il lavoro con i gruppi, il lavoro socio-educativo, il trattamento e la terapia dei problemi familiari, così come le iniziative per aiutare le persone a ottenere servizi formali e risorse nella comunità'. Gli interventi comprendono, ancora, la gestione di enti e servizi socio-assistenziali,l'organizzazione di progetti di comunità e l'impegno nell'azione sociale e politica per incidere sullo sviluppo delle politiche sociali ed economiche. L'ottica olistica del lavoro sociale è globale, ma le sue priorità variano da un Paese all'altro e da periodo a periodo, a seconda delle diverse condizioni culturali, storiche e socio-economiche.

 

Questa definizione internazionale di lavoro sociale professionale sostituisce quella adottata dalla IFSW nel 1982. Va tenuto presente che il lavoro sociale è dinamico e in evoluzione e, quindi, nessuna definizione va considerata esaustiva.

 

Promozione alla Salute

 

"Quel processo per cui la gente incrementa il controllo e la gestione diretta delle proprie condizioni di benessere/o di disagio"

(OMS 1987). E' una concezione di salute positiva, di tipo evolutivo, che supera le azioni di anticipazione e/o elusione del disagio per approdare a strategie di sviluppo verso migliori condizioni di vita.

 

Servizio

 

Processo di interscambio finalizzato alla soluzione di problemi, alla soddisfazione di bisogni e dei desideri di persone singole o colletive e imprese che si attua mediante il trasferimento reciproco di informazioni, conoscenza, abilità, lavoro, appartenenza, sicurezza o disponibilità ad usare individualmente o/e temporaneamente beni/strumenti o il trasferimento di risorse naturali (Norman 1992- la gestione strategica dei servizi, EtasLibri, Milano)

E’ una esperienza di interfaccia: da una parte c’è l’esperienza del “bisogno” e l’aspettativa che il servizio riesca a soddisfarla, dall’altra c’è la competenza professionale e organizzativa per la risposta al “bisogno”. Oltre alle Persone vi è un Contesto in cui avviene la relazione tra individui, aspettative esperienze, conoscenze, differenze, che a sua volta costituisce una esperienza di contatto.

Per il fruitore è importante inserirsi nel sistema di erogazione e mettersi in contatto con con l’interlocutore appropriato nella struttura giusta e nel modo corretto.

Per aiutare il cittadino-fruitore è necessario definire i dispositivi o dei comportamenti organizzativi di interfaccia. (dispositivi: segnaletica, opuscoli informativi, sito internet, modulistica o tessere etc.. per semplificare gli adempimenti e l’accesso aspetti relazionali e comunicativi, mediazione interculturale, promozione della cultura del servizio- umanizzazione dei servizi, e il miglioramento della qualità.

I dispositivi dovrebbero:

1) consentire al cittadino fruitore di accedere facilmente e di poter cogliere dal servizio tutte le potenzialità in grado di rispondere al bisogno.

2)consentire all’erogatore di esplicitare pienamente le sue potenzialità di risposta al bisogno.

3) La Carta dei Servizi da un contributo in quanto orienta il cittadino nelle strutture, da informazione per l'accesso ai servizi e alla presenza di infrastrutture per l’accoglienza e la qualità dei servizi (umanizzazione degli stessi)

La definizione di questi dispositivi e la promozione di questi comportamenti organizzativi sono di competenza della Carta dei Servizi. (C.Cipolla- Manuale di sociologia della Salute – F.Angeli ed.)

 

 

Soggetti, modalità, strumenti istituzionali

 

Accordi di programma
Sono previsti dalla legge n. 142/90 in vista della “definizione e attuazione di opere, di interventi o di programmi che richiedono, per la loro completa realizzazione, l'azione integrata e coordinata di comuni, di province e regioni, di amministrazioni statali e di altri soggetti pubblici, o comunque di due o più tra i soggetti predetti ( ... ) per assicurare il coordinamento delle azioni e per determinarne i tempi, le modalità, il finanziamento e ogni altro connesso adempimento" (art.27, comma 1). Partendo dall'individuazione del bisogno da soddisfare, degli obiettivi prioritari, del bacino di utenza e del conseguente progetto di intervento, il sindaco o il presidente dell'ente promotore (provincia, regione, governo) convoca i rappresentanti degli enti interessati per trovare l'accordo unanime sul progetto e sui modi della sua attuazione, sulla vigilanza, sull'esecuzione e su ogni altra modalità necessaria per il buon risultato. E’ necessario quantificare e qualificare le risorse occorrenti, umane, strutturali, finanziarie, definire i tempi, distribuire i compiti, riferire periodicamente sullo stato di attuazione. ( aprile 1998 - "Infanzia e Adolescenza, Diritti e opportunità" del Centro Nazionale di Documentazione ed Analisi sull'Infanzia e Adolescenza)


Azienda Sanitaria
Le Unità sanitarie (o socio-sanitarie) locali e alcuni Ospedali sono stati costituiti in azienda dal D.Igs n.517/93 e così sono stati dotati di "personalità giuridica pubblica, autonomia organizzativa, amministrativa, patrimoniale, contabile gestionale e tecnica" (art. 3, comma 1) al fine di favorire la loro efficienza nell'erogazione dei servizi.( aprile 1998 - "Infanzia e Adolescenza, Diritti e opportunità" del Centro Nazionale di Documentazione ed Analisi sull'Infanzia e Adolescenza)


Centro per la giustizia minorile
E’ il nuovo nome assunto dai Centri di rieducazione per i minorenni, dipendenti dal Ministero di Grazia e Giustizia, Ufficio centrale per la Giustizia minorile, con competenza regionale o interregionale. Di ogni Centro fanno parte i servizi indicati nell' art. 8 del D.lgs 272/89 (Uffici di Servizi Sociali, Centri di prima accoglienza, Istituti penali minorili). Alla direzione del Centro spettano anche funzioni tecniche di programmazione per il settore penale minorile, di coordinamento dell'attività dei servizi e di collegamento con gli Enti locali.


Comune
“Il Comune è l'Ente locale che rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo" (L. 8 giugno 1990 n, 142, art, 2, comma 2). Il Comune è titolare di funzioni proprie e può esercitare le funzioni attribuite o delegate dallo Stato e dalla Regione. Adotta il proprio statuto, che serve a dare le norme fondamentali per la sua organizzazione interna, l'ordinamento degli uffici e dei servizi pubblici, la collaborazione con gli altri Comuni e con la Provincia, la partecipazione popolare, il decentramento, l'accesso dei cittadini alle informazioni e ai procedimenti amministrativi. I suoi compiti si svolgono specialmente nei settori organici dei servizi sociali, dei quali è titolare come singolo o associato con altri comuni (o delegando lo svolgimento delle proprie funzioni alle aziende sanitarie) quando le sue dimensioni territoriali, demografiche e organizzative non gli consentono di rispondere in modo soddisfacente alle esigenze dei suoi cittadini. Il Comune può promuovere e concludere accordi di programma che consentono l'azione integrata e coordinata anche con Province e Regioni. Sono in atto iniziative legislative tendenti a potenziare l'autonomia e i compiti dei Comuni, sulla base del principio di sussidiarietà.


Conferenza dei servizi
L'art. 27 comma 3 L. 142/90 prevede che per verificare la possibilità di concordare l'accordo di programma, il presidente della Regione, il presidente della Provincia o il sindaco convoca una conferenza tra tutti i rappresentanti delle amministrazioni interessate. La conferenza di servizi è quindi una riunione di più persone per trattare di qualche argo. mento di interesse comune, come ad esempio problemi specifici nel campo dei servizi sociali. Possiamo avere varie conferenze dei servizi, che sono lo strumento per la valutazione dell'efficienza e dell'efficacia di determinati servizi con riguardo all'attuazione dei programmi e per l'individuazione degli ulteriori interventi necessari al miglioramento delle prestazioni e alla risposta ai nuovi bisogni.


Convenzione
La convenzione è lo strumento mediante il quale il Comune o altre istituzioni pubbliche instaurano rapporti di collaborazione con strutture private o di privato sociale per l'erogazione di servizi sanitari o socio' assistenziali o altri tipi di servizi ai quali possono accedere i cittadini utenti.

Cooperative sociali
L'art. I della legge 381/91, disciplina delle cooperative sociali, afferma che “le cooperative sociali hanno lo scopo di perseguire l'interesse generale della comunità alla promozione umana e all'integrazione sociale dei cittadini attraverso la gestione di servizi socio-sanitari ed educativi e lo svolgimento di attività diverse: agricole, industriali, commerciali e di servizi, finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate".


Non profit
Le attività sociali non profit sono quelle che operano secondo la legge del mercato, non a fini di lucro e sulla base della solidarietà; le attività non profit fanno parte del terzo sistema.
Provincia Secondo l’art.3 comma 2 della legge 8 giugno 1990, n. 142 la Provincia è l'Ente locale intermedio tra Comune e Regione, cura gli interessi e promuove lo sviluppo della comunità provinciale". La Provincia raccoglie le proposte dei comuni e concorre alla formazione dei programmi e piani regionali; può costituire consorzi, partecipare ad accordi di programma con i Comuni o con altre province.


Regione
Le Regioni hanno cominciato ad esercitare parzialmente i loro poteri nelle materie elencate dall'art. 117 della Costituzione a seguito dei decreti legislativi del 1972, che sono stati seguiti da altri provvedimenti di trasferimenti di funzioni amministrative. Successivi interventi legislativi hanno progressivamente trasferito alle regioni una serie di competenze statati (decentramento) e aumentato la capacità di autogoverno dell' Ente regione nei settori che riguardano direttamente la vita e lo sviluppo delle rispettive comunità (autonomia).


Terzo settore
Il complesso di organismi e associazioni che accanto alle istituzioni pubbliche e al mercato contribuisce a produrre beni e servizi di interesse collettivo, necessari o utili a rispondere alle esigenze della comunità, in vista del bene comune. Concorrono a formare l'arca del terzo settore il volontariato organizzato, l'associazionismo sociale, la cooperazione, le imprese non profit, le fondazioni, gli enti morali. Gli eventuali utili dell'impresa sociale vanno reinvestiti a comune utilità.

 

 

Strumenti per la progettazione

 

Archivio dei progetto
E’ lo strumento che dovrebbe consentire di costruire e mantenere una memoria storica del progetto. Esso non deve configurarsi unicamente come deposito cartaceo, bensì di materiale - di diverso tipo - riutilizzabile e che in quanto ordinato, si presenta sempre come facilmente reperibile.


Autoformazione
L'autoformazione è strettamente connessa alla necessità di nuovi apprendimenti a tutte le età, visto che la netta distinzione fra formazione di base (o formazione iniziale) e formazione permanente risulta essere sempre più sfumata. Nasce dalla nuova centralità del soggetto nei processi formativi ed interessa trasversalmente tanto il settore della formazione permanente, quanto il settore dell'educazione permanente.


Bisogno formativo
Il bisogno formativo, da non confondersi con il problema che dà origine al bisogno, rappresenta quanto occorre conoscere (nel senso più ampio dei termine) da parte del singolo o del gruppo, rispetto a quanto in realtà conosce già. Individuare i bisogni formativi comporta una certa rielaborazione sia dei problemi esistenti che della stessa domanda formativa.


Congruenza con l'obiettivo
Vale a dire il controllo che si deve fare sulle attività progettate e svolte per verificare la capacità attesa di realizzazione degli obiettivi da parte degli interventi progettati. Tale capacità attesa è relativa al dibattito tecnico e scientifico dei professionisti e nulla dice in termini di efficacia del progetto.


Controllo dell'affidabilità
Riguarda le avvertenze metodologiche da seguire per controllare il grado di fiducia da assegnare alle informazioni raccolte. Tali avvertenze sono diverse in funzione del tipo di tecniche di ricerca utilizzate e del tipo di informazioni raccolte. Se sono informazioni raccolte diretta, mente si dovrà controllare la validità, l'attendibilità e la sensibilità degli strumenti utilizzati. Se si raccolgono informazioni basate sul giudizio degli esperti si devono analizzare il grado di consenso e la stabilità del giudizio, e tenere sotto controllo le modalità di comunicazione fra gli esperti.


Diario di bordo
E’ lo strumento del gruppo degli operatori impegnati nella realizzazione di un progetto, dove essi annotano quotidianamente i fatti salienti, le proprie riflessioni personali, idee da sviluppare...


Fattibilità
Per fattibilità si intende la probabilità assegnata alla realizzazione dell'evento considerato. In questo modo il decisore cerca di stabilire il grado di difficoltà insito nella realizzazione di un obiettivo.


Formazione
La formazione rappresenta un concetto in costante evoluzione, sottoposto a riformulazioni continue. Designa in genere tutti quei processi di apprendimento - cognitivo, esperienziale e relazionale - finalizzati a preparare l'individuo allo svolgimento di un ruolo sociale o di una mansione operativa nell'ambito di un'organizzazione. Racchiude in sé sia la dimensione educativa che quella istruttiva o addestrativa, anche se è quest'ultima che tende a prevalere.


Formazione permanente (o formazione continua)
La formazione permanente comprende tutte le attività ed i processi formativi orientati a migliorare le prestazioni dell'uomo in quanto appartenente ad un'organizzazione. Rappresenta uno strumento strategico in particolare per lo sviluppo delle risorse umane. Confina e per certi aspetti si intreccia con l'educazione permanente, che comprende tutte le attività orientate alla promozione culturale dell'uomo negli spazi aggregativi e sociali.


Impatto
Per impatto si intende l'effetto di cambiamento prodotto sulla popolazione target o sul sistema.


Intersoggettività
E’ la strategia relazionale ed intellettuale che si sviluppa sulla base del confronto con i colleghi, quando l'esame collaborativo dei materiali osservativi e documentari favorisce la discussione ed il confronto. La intersoggettività è importante in quanto consente di poter giungere alla comunicabilità dei risultati attraverso documenti, rapporti... ed inoltre di utilizzare i dati dell'osservazione e della documentazione anche ai fini di un rimodellamento continuo del progetto.


Operazionalizzazione
Si intende l'individuazione di concreti elementi osservabili che possono essere considerati indicatori del concetto o dell'obiettivo che si intende analizzare o valutare.


Popolazione target
E’ la popolazione alla quale si rivolge il progetto.


Progettazione formativa
La progettazione formativa è una funzione propria di ogni operatore che svolga una funzione formativa. E’ una funzione necessariamente negoziale perché deve analizzare dialetticamente gli interessi ed i bisogni dei diversi interlocutori. Presuppone alcune competenze indispensabili in merito alla strategia progettuale, all'analisi dei bisogni, all'analisi dell'organizzazione del lavoro e delle professionalità, alla valutazione dei risultati.


Relazione
Costituisce uno strumento di documentazione dei progetti e può riguardare "casi" specifici e determinati nel tempo, così come resoconti di particolari iniziative o esperienze didattiche. Le sue caratteristiche, ovviamente, variano a seconda del "committente".


Ricerca-azione
La ricerca-azione, spesso denominata anche ricerca-intervento, rappresenta uno dei più innovativi contributi di Kurt Lewin (1890-1947) ed è tesa a collegare le attività di ricerca al miglioramento dei sistemi sociali e delle situazioni reali. Il suo utilizzo in ambito educativo ha consentito di sperimentare un nuovo rapporto fra ricerca e innovazione, aprendo la strada ad una più stretta connessione con i momenti formativi (ricerca-formazione).


Sapere-Saper fare-Saper essere
Questa tripartizione è un riferimento classico per quanto riguarda l'apprendimento in ambito formativo. ll 'sapere' rappresenta il livello teorico-culturale, tendenzialmente disciplinare; il 'saper fare' è riferito sia al livello tecnico-metodologico delle competenze, delle abilità e delle capacità, sia a quello pratico-esperienziale; il 'saper essere' fa riferimento alle capacità relazionali ed ai fattori emozionali.


Scala di astrazione
I risultati attesi di un progetto possono essere scomposti lungo una scala di astrazione alla base della quale va posto il tipo di partecipazione e le reazioni della popolazione al progetto, ed al livello più alto gli effetti di cambiamento sul sistema città/ territorio.


Valutazione dei risultati
Si intende la verifica fatta alla fine del progetto che serve per definire i reali effetti prodotti sull'utente. Tale verifica confronta la situazione iniziale della popolazione con quella finale e con gli obiettivi posti.


Valutazione dei risultati formativi
La valutazione dei risultati formativi è essenzialmente un'attività di ricerca che serve per misurare il soddisfacimento dei bisogni della formazione. Può avvenire durante l'attività formativa c/o alla sua conclusione. In quest'ultimo caso può riguardare le reazioni dei partecipanti, l'apprendimento raggiunto dai singoli e dal gruppo ed i cambiamenti organizzativi successivi all'intervento.


Valutazione di processo
Si intende la raccolta di informazioni utili alla gestione del progetto, allo sviluppo delle decisioni necessarie per correggere gli eventuali errori prodotti durante la realizzazione concreta degli interventi.


Valutazione di sistema
Si intende la valutazione degli effetti prodotti dal progetto anche sul sistema città, e non solo sulla popolazione direttamente coinvolta. L'analisi coinvolge anche altri settori relativi, per esempio al sistema dei trasporti, il verde pubblico... Tutti i settori sui quali ci si aspetta un effetto diretto o indiretto.

 

 

Indicatori Demografici (da Osservatorio per le Politiche Sociali - Provincia di MIlano) 

 

Indice di vecchiaia

Rapporto tra la popolazione di 65 anni e più e la popolazione di età 0 - 14 anni. Il risultato è moltiplicato per 100.

 

Oltre 65 anni

Percentuale della popolazione residente con un'età superiore ai 65 anni.

 

Oltre 80 anni

Percentuale della popolazione residente con un'età superiore agli 80 anni.

 

Meno di 3 anni

Percentuale della popolazione residente con un'età inferiore ai 3 anni.

 

Indice di fecondità

Rapporto percentuale tra la popolazione del territorio di riferimento e quella totale della Provincia.

 

Saldo naturale

Differenza tra il numero dei nati vivi e i deceduti in un anno.

 

Tasso di natalità

Rapporto tra il numero di nati vivi  nell'anno e l'ammontare medio della popolazione residente nello stesso anno. Il risultato è moltiplicato per 1.000.

 

Tasso di mortalità

Rapporto tra il numero di morti nell'anno e l'ammontare medio della poplazione residente nello stesso anno. Il risultato è moltiplicato per 1.000.

 

Tasso di incremento naturale

Rapporto tra la differenza fra le nascite e le morti in un anno e l'ammontare medio della popolazione residente nello stesso anno. Il risultato è moltiplicato per 1.000.

 

Saldo migratorio estero

Differenza tra immigrati ed emigrati nel corso dell'anno (iscritti e cancellati all'anagrafe da e per l'estero).

 

Tasso migratorio estero

Rapporto tra il saldo migratorio estero e l'ammontare medio della popolazione residente nel corso dell'anno. Il risultato è moltiplicato per 1.000.

 

Saldo migratorio interno

Differenza  tra i nuovi iscritti e i cancellati all'anagrafe nel corso dell'anno (da e per altri comuni italiani).

 

Tasso migratorio interno

Rapporto tra il saldo migratorio interno dell'anno e l'ammontare medio della popolazione residente nello stesso anno. Il risultato è moltiplicato per 1.000.

 

Tasso di incremento

Rapporto fra l'incremento assoluto, cioè la differenza fra la popolazione residente al 31 dicembre e quella residente al 1° gennaio dello stesso anno, e l'ammontare iniziale.

Il risultato è moltiplicato per 1.000. 

 

 

Acronomi

 

ADH

Assistenza Domiciliare Handicap 

Il servizio si rivolge a persone disabili che necessitano di un sostegno pratico o di natura socio-educativa. L'ADH comprende prestazioni assistenziali fornite da operatori/educatori che si recano periodicamente a casa della persona sostenendola nell'esercizio delle funzioni quotidiane domestiche, extradomestiche o ricreative. Il servizio ha lo scopo di salvaguradare l'autonomia dell'individuo e la sua permanenza presso il proprio domicilio. 

 ADM

Assistenza Domiciliare Minori 

Il servizio si articola in una serie di interventi che si svolgono a casa del minore ( la cui famiglia si trova in situazione di particolare bisogno) con lo scopo di fornire un sostegno alle funzioni di genitorialità, facilitare lo sviluppo e l'autonomia del minore, motivare e sostenere l'accesso alla rete dei Servizi Scolastici ed Educativi, favorire la sensibilizzazione della comunità.

Il servizio si concretizza attraverso l'azione di sostegno delle funzioni genitoriali.

 CA

Comunità Alloggio per adulti

Sono strutture di tipo residenziale che ospitano piccoli nuclei di persone. L'inserimento in tali strutture avviene quando si verificano difficoltà tali da rendere problematica la permanenza della persona all'interno del proprio nucleo familiare. Le Comunità Alloggio possono essere sia strutture di convivenza volte alla riabilitazione e al reiserimento sociale delle persone ospitate, sia strutture di convivenza capaci di diventare la casa del soggetto in esse inserito.

In genere, le comunità tendono ad avere le caratteristiche di un normale appartamento e cercano di ricreare una condizione ambientale affine a quella familiare sociale.

 CAG

Centri di Aggregazione Giovanile

Sono spazi di ritrovo e aggregazione per bambini/e, adolescenti e giovani, che si pongono come luoghi di socializzazione legati al tempo libero, all'interno dei quali è possibile svolgere, con il supporto degli educatori, attività di tipo ludico, ricreativo e animativo.

Le finalità sono in genere di intervento preventivo attraverso anche la creazione di una "rete", con le Scuole, le Biblioteche, gli Oratori, le Associazioni e altre entità del territorio.

 CAM

Comunità Alloggio Minori

Sono strutture per l'accoglienza temporanea di minori in condizioni di difficoltà, di devianza o di emarginazione; attraverso la presenza di operatori professionali, la Comunità si pone come sostituto del nucleo fmailiare, quando questo è impossibilitato o incapace ad assolvere il proprio compito di cura e tutela dei figli. 

 CDD

Centri Diurni Disabili

Sono servizi comunali diurni (non residenziali) che mettono a disposizione di portatori di handicap, con forte compromissone dell'autonomia e delel funzioni elementari, spazi educativi e ricreativi diversificati. Gli interventi mirano alla crescita personale e sociale delel persone, attraverso progetti individualizzati a carattere educativo.

 CDI

Centri Diurni Integrati per Anziani

Servizi diurni rivolti ad anziani in situazione di non autonomia (o parziale non autosufficienza), che non possono più essere interamente seguiti dal nucleo familiare o dai servizi domiciliari, ma per i quali è improprio o prematuro il ricovero in una struttura residenziale; i centri diurni offrono in genere un riferimento per prestazioni assistenziali, relazionali e sanitarie oltre che un supporto concreto alle famiglie. 

 CEM

Comunità Educativa per Minori

Come la comunità alloggio offre un servizio residenziale a carattere educativo prevalentemente a preadolescenti e adolescenti in situazioni di difficoltà familiare o sociale. L'assistenza è fornita da educatori professionali. 

CF

Comunità Familaire

E' un servizio residenziale che accoglie temporaneamente il minore qualora il nucleo familiare sia impossibilitato o incapace di assolvere al proprio compito. Si caratterizza per la presenza effettiva e permanente di una famiglia o una coppia di adulti o almeno di una persona singola, residenti stabilmente nella struttura.

CPI

Centri di Pronto Intervento

Sono servizi di pronta accoglienza che assicurano temporaneamente, in attesa dell'individuazione  di soluzioni più adeguate, il soddisfacimento temporaneo di alloggio, vitto, o tutela (per i minori o non autosufficienti). Sono interventi eccezionali e di breve durata. 

CRD

Centri Ricreativi Diurni (per minori)

Sono spazi  ricreativi, ludici ed educativi che rispondono alle necessità di socializzazione dei minori. I CRD e i CRDE sono in genere dei centri estivi che si svolgono in concomitanza con le vacanze scolastiche estive.

CSS

Comunità Socio-sanitarie per disabili

Sono servizi residenziali rivolti a persone adulte, anche con gravi disabilità, prive di sostegno familiare. La comunità, scelta dall'individuo come dimora abituale, offre prestazioni sostitutive del nucleo familiare, qualora lo stesso sia inesistente, impossibilitato o incapace del tutto ad assolvere il proprio compito. La CSS può essere scelta anche qualora la persona adulta rivendichi il diritto di rendersi autonoma dal nucleo familiare. 

IDR

Istituti di Riabilitazione

Sono servizi di intervento riabilitativo rivolto ad alcune tipologie di utenti disabili (fisici, psichici, sensoriali o misti), senza limiti di età, per periodi limitati nel tempo e fino al soddisfacimento del bisogno. Gli utenti che necessitano del servizio accedono all'IDR previa prescrizione medica.

NOA

Nuclei Operativi Alcologia

E' un servizio dell'ASL rivolto a quella fascia di popolazione che ha, o teme di avere, problemi di eccessiva assunzione di bevande alcoliche o di alcoldipendenza e a tutti i cittadini che vogliono informazioni sull'alcolismo. Il servizio, pubblico e gratuito, propone percorsi personalizzati sia di tipo medico-terapeutici, che psico-socio-riabilitativi. 

RSA

Residenze Sanitario-assistenziali Anziani

Sono servizi residenziali rivolti ad anziani non autosufficienti con patologie fisiche, psichiche o sensoriali  non curabili a domicilio. Le RSA offrono assistenza sia medica, infermieristica e riabilitativa, sia tutelare ed alberghiera.

RSD

Residenze Sanitario- assistenziali per Disabili

Sono strutture residenziali destinate specificamente alla disabilità grave (psichica, fisica o sensoriale), non assistibile a domicilio. La residenzialità, che può essere permanente, per un periodo determinato o per un progetto di sollievo, include prestazioni sanitarie integrate, riabilitazioni di mantenimento, programmi individualizzati e coinvolgimento delle famiglie. 

SERT

Servizio Tossicodipendenze

E' un servizio pubblico rivolto ale tossicodipendenze ed alle patologie correlate. La struttura, oltre a svolgere attività pubbliche di prevenzione, offre un servizio teso alla riabilitazione e reinserimento sociale degli utenti. Il servizio prevede, infatti, sia interventi di carattere prettamente farmacologico, sia interventi di carattere psico-sociale; il tutto attraverso il contributo di medici specialisti, sociologi, psicologi, assistenti sociali, educatori, infermieri, e con la collaborazione di altri settori della sanità e di organizzazioni del privato sociale. 

 

 

 

 

 

 


 

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