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Minori e Genitorialità

 

Abuso sessuale

Si intende la strumentalizzazione del bambino per atti sessuali completi, per prostituzione o pornografia o altri comportamenti apparentemente meno gravi (giochi sessuali) che servono a procurare piacere a qualche adulto.

 

Affidamento familiare

Strumento di intervento su situazioni di disagio di minori temporaneamente privi di un ambiente familiare idoneo che consiste nell'insegnamento di un bambino o ragazzo per un periodo definito in un ambiente familiare diverso dal proprio, che lo accoglie garantendogli tutte cure necessarie ad uno sviluppo psicofisico e relazionale positivo nel prospettiva del suo rientro in famiglia.

 

Aggregazione

La tensione degli adolescenti di stare insieme, di vivere esperienze di gruppo informale, piuttosto che sportivo, culturale, educativo, religioso. Si tratta di esperienze vissute in modo differenziato in relazione alle risorse presenti nel territorio. La ricerca di aggregazione è senso del desiderio e bisogno di crescere e differenziarsi dal mondo degli adulti, non di contrastare e contrapporsi agli adulti: infatti in molti casi è possibile un rapporto tra adulti ed aggregazioni di adolescenti.

 

Animazione

L'animazione evoca: l'azione, un fare attivo, consapevole, avventuroso, capace di innovazione. Rimanda alla parola, al pensare "su", al protagonismo, alla capacità di progettare e fare in prima persona; un'impresa collettiva, qualcosa che viene progettato e organizzato insieme; uno sfondo antropologico segnato da un fascio di scoperte che, nel loro insieme, alimentano quella che possiamo chiamare fede nel futuro dell'uomo, nonostante tutto; la ricerca del cambiamento delle persone che tende a farsi cambiamento dell'ambiente, del luogo in cui si vive, della comunità umana che si abita.

 

Associazionismo

L'esperienza associativa è basata sull'aggregazione, lo stare bene insieme, ma anche sull'espletamento di un compito condiviso, lo sport, l'ecologia, il fare insieme. In questo modo all'adolescente viene offerta l'opportunità di sperimentare e sperimentarsi, fare errori in modo protetto, identificarsi e differenziarsi dal gruppo, attraverso un'azione comune volta al raggiungimento di un obiettivo condiviso.

 

Bisogni speciali (bambini con)

I bambini con bisogni speciali sono quelli che richiedono interventi specifici, non programmati per la popolazione pediatrica generale. Essi comprendono i bambini con malformazioni, con malattia cronica (invalidante o no), con gravi disturbi psichici, quelli che vivono in famiglia multiproblematica o in quella con disagio socio-culturale, quelli soggetti ad abuso.

 

Carriera deviante

Processo di acquisizione dell'identità deviante che porta alla progressiva identificazione del soggetto con i suoi comportamenti non conformi alle norme e al progressivo appiattimento su tale identificazione.

 

Centro per i bambini e le famiglie

Definizione con la quale si intendono connotare con una terminologia unitaria e più complessiva rispetto a diverse denominazioni (spazio-gioco, centro infanzia, area bambini, tempo o centro per le famiglie ... ) una pluralità di servizi socio-educativi attenti sia alla crescita e all'educazione dei bambini sia al sostegno del ruolo e delle competenze dei loro genitori.

 

Centro Prima Infanzia 

E' una struttura simile all'asilo nido che offre un servizio temporaneo di assistenza educativa e di socializzazione, accogliendo, in maniera non continuativa, bambine/i da zero a tre anni in numero non superiore a 30 eventualmente con la presenza di genitori e/o adulti di riferimento, e per un massimo di quattro ore consecutive. Non può fornire servizio di somministrazione dei pasti.

 

Centro ricreativo diurno

E' un servizio diurno che svolge attività ricreative e di tempo libero per una concreta politica di prevenzione e socializzazione per bambine/i che nel periodo di vacanza rimangono nel luogo di residenza. E' un servizio generalmente organizzato da Parrocchie e Comuni.

 

Compresenza bambini-genitori

Tratto innovativo delle sperimentazioni in atto nei servizi socio-educativi per la prima infanzia; questa caratteristica influenza ruolo e modalità di intervento di chi opera come educatore in questo tipo di servizi.

 

Comunità di accoglienza per minori

Struttura educativo-assistenziale residenziale, ambiente di vita che sostituisce anche temporaneamente il nucleo familiare; è caratterizzata un clima di relazioni finalizzate a soddisfare adeguatamente i bisogni identificazione, di costruzione dell'individualità, di relazione, di appartenenza, di espressione, di autonomia, di riservatezza dei minori accolti. Elementi qualificanti sono: l'esistenza di processi di vita comunitaria e di rapporti significativi tra adulti e minori e all'interno del gruppo d pari; la sussistenza di rapporti quotidiani di scambio positivo con il territorio; la formulazione e l'effettiva realizzazione di progetti educati individualizzati; la presenza di adeguate forme di coinvolgimento del famiglia d'origine nell'intervento educativo; l'adeguata formazione base e permanente degli operatori; l'esistenza di una metodologia lavoro definita con precisione e adeguata; l'esistenza di positivi e corretti rapporti di collaborazione con la rete dei servizi e con l'Ente locale competente.

 

Comunità di pronta accoglienza

Luogo che assicura al bambino, bambina c/o ragazzo, ragazza, in attesa di soluzioni più adeguate, il soddisfacimento temporaneo di alloggio, vitto, tutela di fatto, determinati da una circostanza o eventualità imprevista, che richiede interventi eccezionali ma di breve durata. Il Servizio di pronta accoglienza si struttura, normalmente, come disponibilità di posti all'interno di una struttura socio-assistenziale residenziale o diurna ma può configurarsi come sezione apposita e distinta inserita comunque in un'altra struttura.

 

Comunità Educativa

E' una struttura di accoglienza per minori, pubblica o privata, con finalità educative e sociali assicurate in forma continuativa attraverso personale qualificato. Può essere destinata esclusivamente a tipologie omogenee di utenza ( es.: comunità educativa di pronto intervento, mamma-bambino, etc.).

 

Comunità familiare

Luogo di accoglienza e comunità di vita fondata sulla presenza a tempo pieno di una coppia di adulti, sposata con o senza figli o anche non coniugata, convivente con i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze accolti all'interno della comunità, sostenuta dalla presenza di operatori. Si caratterizza per: il ristretto numero di accoglienze; la presenza di un progetto educativo generale della struttura e di un “progetto educativo individuale” per ogni soggetto accolto; forme di partecipazione degli accolti, delle famiglie; forme di integrazione e collegamento con i servizi sociali, culturali e sanitari del territorio; percorsi di aggiornamento e formazione permanente di operatori; presenza di consulenza e supervisione esterna.

 

Comunità locale

Sottosistema socio-territoriale a confini amministrativi definiti (piccolo comune, quartiere di grande città, distretto socio-sanitario) dove si dispongono in un mutuo scambio di influenze individui e gruppi, ambiente naturale e ambiente costruito dall'uomo, bisogni e attività di interpretazione e di trasformazione della vita e delle risorse di cui dispone la comunità stessa. Connessione/rete Modalità per rafforzare il concetto di collaborazione come modalità di risposta.

 

Consulenza psicologica

Per consulenza psicologica di orientamento si intende un'attività di aiuto psicologico finalizzata alla chiarificazione di uno specifico problema; può essere fornita da operatori non iscritti nell'elenco degli psicoterapisti. Consulenza tecnica di ufficio (o perizia psicologica) Attività diagnostico-clinica svolta da un esperto di fiducia del giudice iscritto in apposito Albo del Tribunale finalizzato ad individuare il miglior regime di affidamento del minore in seguito alla separazione legale dei genitori.

 

Consultorio familiare 

E' una struttura socio sanitaria rivolta ai bisogni della persona, della coppia e della famiglia, in grado di farsi carico sia di situazioni di difficoltà transitoria che di situazioni a grave rischio sociale, con finalità di prevenzione e promozione del benessere psicofisico del singolo e del nucleo familiare.

 

Coordinamento

Si può intendere la comunicazione, la conoscenza e la tensione a cooperare in modo integrato tra tutte le risorse territoriali coinvolte (Ente locale, scuola, Az. USL, associazionismo, volontariato, chiese, famiglie) tendendo alla costruzione di un sistema organico idoneo agli obiettivi che si intendono raggiungere.

 

Coordinamento nazionale dei centri e dei servizi di prevenzione e trattamento dell'abuso in danno di minori

E’ un coordinamento di operatori e di servizi che lavorano da anni nel servizio pubblico e nel terzo settore, con elevata competenza sulle diverse fasi del percorso.

 

Cura di sé

La cura di sé è il versante soggettivo della relazione di cura, fatta propria anche dal soggetto in situazione di bisogno. La valorizzazione delle capacità di cura di sé promuove due aspetti: il riconoscimento di capacità attive nel soggetto, che gli permettono di riconoscere il proprio disagio ed elaborarlo; la dimensione intersoggettiva e reciprocamente attiva di ogni relazione terapeutica. L'autostima è assieme un contenuto ed un obiettivo della valorizzazione della cura di sé.

 

Cure primarie

 “Le cure essenziali, basate su metodi e tecnologie scientificamente pro, vate e socialmente accettabili, accessibili agli individui e alle famiglie ad un costo che la comunità ed il Paese possono sostenere" (Dichiarazione di Alma Ara 1978). Esse comprendono: la promozione di ambienti e stili di vita sani sul piano individuale e comunitario, la prevenzione di malattie infettive, degenerative, disabilità e disturbi psicosociali, le prime cure per patologie correnti e per problematiche di natura psichica e psicosociale, la riabilitazione di disabilità e di situazioni di disagio psicosociale.

 

De-istituzionalizzazione

Con de-istituzionalizzazione non si intende solo il mantenimento in un contesto di vita quotidiana familiare del soggetto in situazione di bisogno o la sua accoglienza in strutture aperte favorendo la sua dimissione da istituzioni chiuse. La de-istituzionalizzazione si riferisce alla promozione dell'autonomia personale del soggetto ed allo sviluppo di tutte le sue risorse (anche in caso di disagio grave), in un approccio che sostiene la sua separazione progressiva dal rapporto autoritativo e normativo con chi (persona c/o istituzione) lo ha in cura. In questa prospettiva si collocano anche gli interventi di auto-aiuto.

 

Differenza di genere (cultura/e di genere, sguardo di genere, approccio di genere, studi delle donne).

L'ipotesi della differenza di genere nasce dagli "studi delle donne" e fa riferimento a due presupposti: le definizioni della femminilità e della mascolinità corrispondono a due complesse costruzioni sociali - del genere maschile e femminile - le quali hanno rielaborato in maniere differenti nel tempo e nello spazio, le capacità biologiche dei due sessi, utilizzandole per definire una gerarchia sociale tra le donne e gli uomini, storicamente a scapito delle prime; le donne e gli uomini hanno elaborato nel tempo tratti culturali e competenze sociali differenti, che una volta liberati dei segno dell'inferiorità sociale femminile, possono concorrere ad un processo di sessuazione della società, che ne costituirebbe un arricchimento, in termini sia culturali che morali.

 

Diritto all'educazione

Lo Stato riconosce che l'educazione deve essere diretta a sviluppare la personalità e le capacità dei bambino, a prepararlo ad una vita adulta attiva, a incoraggiare il rispetto per i diritti umani (art. 29 Convenzione ONU).

 

Diritto all'informazione

Il minore ha diritto ad avere accesso a un'informazione e a programmi che presentino un'utilità sociale e culturale

(art. 17 Convenzione ONU).

 

Diritto alla partecipazione

Il diritto dei minori di riunirsi, di costituire o partecipare ad associazioni, a condizione che questo non violi i diritti altrui

(art. 15 Convenzione ONU).

 

Educatore professionale

Si consegue questo titolo frequentando il II° indirizzo del C.d.L. in Scienze dell'Educazione. L'educatore professionale ha competenze teoriche e pratiche (nel corso degli studi deve fare un periodo di tirocinio) in ambiti che appartengono anche ai settori dell'educazione extrascolastica.

 

Educazione sentimentale

Con questo concetto si tende a superare un approccio volto alla trasmissione di informazioni e valori predefiniti relativi alla sessualità tra una generazione e l'altra. L'espressione definisce un processo volto a promuovere la comunicazione tra le generazioni, a partire dai vissuti affettivi e sentimentali dei giovani e dagli interrogativi che ragazze e ragazzi si pongono rispetto alla loro identità di genere ed alle loro attese e rappresentazioni relative alla relazione con l’altro/a.

 

Etica del dono

Nelle società tradizionali il dono di sé corrispondeva ad un obbligo esclusivamente femminile, che definiva anche la capacità di agire morale della donna. Nella società contemporanea si sta sviluppando la consapevolezza che etica del dono ed etica della responsabilità verso se stessi sono complementari e costituiscono due componenti essenziali di ogni relazione umana, in particolare delle relazioni di cura.

 

Etica della cura

E’ un concetto che riveste una duplice accezione. Esso indica la qualità, moralmente significativa, di alcune attività e competenze di cura non professionali, in particolare quelle, non pagate e socialmente svalutate, che venivano attribuite tradizionalmente alle donne: prendersi cura degli altri, farsi carico dei bisogni altrui, riconoscersi nel bisogno dell'altro. In quest’ultima accezione, il riconoscersi nel bisogno dell'altro, indica il senso della responsabilità, della intersoggettività, della reciprocità che dovrebbe essere proprio della relazione di cura in cui operano anche i professionisti della cura.

 

Facilitatore Professionista

esperto di progettazione urbanistica di sostegno alle iniziative che vedono protagonisti in modo partecipato cittadini bambini ed adulti. Oltre alle competenze specifiche nel settore, hanno maturato esperienze di animazione e di conduzione di processi elaborativi con bambini ed adulti.

 

Famiglia multiproblematica

Famiglia in cui coesistono problemi sociali o sociosanitari che interessano solitamente più membri della famiglia stessa.

 

Gioco

Inteso nella sua forma più autentica è un campo d'esperienza che il soggetto sceglie liberamente, dove è attivo, non è vincolato a principi di rendimento o di produttività. Il gioco è comunque un'attività che impegna il soggetto sulla base del piacere a svolgerla, ed è sempre educativa nel senso che sviluppa competenze, abilità e una implicita "visione del mondo".

 

Gioco/integrazione culturale

Il gioco è un tipo di esperienza in cui i soggetti si pongono uno accanto all'altro alla pari, sulla base di interessi e di attitudini condivise. Le differenze socio-culturali in un ambito di attività ludica vengono più facilmente "messe fra parentesi", favorendo così una interazione che apre, anziché chiudere, le possibilità della comunicazione fra soggetti diversi.

 

Gioco/pari opportunità

Al di là degli aspetti legati ai differenti ritmi di crescita sul piano fisico e psicologico tra i due sessi, non v'è dubbio che sulle femmine si esercitano modalità di controllo culturale sul gioco decisamente maggiori che per i maschi. Nella nostra società il tempo dei giochi per le bambine finisce prima.

 

Gioco/sistema formativo integrato

I servizi centrati sulla valorizzazione del gioco nelle sue diverse espressioni, si pongono nei confronti della scuola come vere e proprie "aule didattiche decentrate", alla stessa stregua cioè della biblioteca o del museo. Le risorse materiali di questi servizi e le competenze dei suoi operatori divengono così, se organizzati in termini di offerta didattica agli insegnanti, occasioni di valorizzazione culturale del gioco.

 

Gruppi

Durante l'adolescenza i coetanei diventano il più importante oggetto di confronto sociale, rappresentano un riferimento normativo e comparativo per valutare in modo autonomo, al di fuori dei controllo degli adulti, il proprio comportamento e le proprie scelte, quindi per affrontare i problemi connessi alla crescita. Il gruppo dei pari é un laboratorio di sperimentazione sociale, uno strumento di sostegno affettivo ed emotivo in grado di incidere nella costruzione della propria reputazione e visibilità sociale da parte dell'adolescente.

 

Lavoro di cura

E’ un termine che può attribuirsi a tutte quelle attività formative - riparative - terapeutiche nelle quali, indipendentemente dal possedere o meno un profilo professionale stretto e dall'essere pagate o meno, la qualità della relazione ed il suo senso intersoggettivo fanno parte del contenuto stesso dell'attività e ne determinano in buona parte anche il risultato. Utilizzando la categoria del lavoro di cura si tende anche a proporre una degerarchizzazione tra saperi professionali e saperi della vita quoti, diana, restituendo a questi ultimi un valore autonomo all'interno delle relazioni di cura.

 

Libertà di espressione

Il minore ha diritto ad esprimere la sua opinione e ad ottenere che questa opinione venga presa in considerazione

(art.12 Convenzione ONU).

 

Livello di vita

Si stabilisce il diritto del bambino ad ottenere un livello di vita adeguato, la responsabilità primaria dei genitori nell'assicurare tale livello di vita e l'obbligo dello Stato di assistere i genitori in questa responsabilità (art. 27 Convenzione ONU).

 

Ludobus

Per ludobus si intende un veicolo di medie o grandi dimensioni appositamente attrezzato per attività di gioco e di animazione. Il ludobus si caratterizza per la mobilità, la capacità cioè di portare il gioco e l'animazione nei più diversi luoghi (una piazza, un parco, una zona di periferia, un piccolo borgo decentrato ... ) creando lì momenti di aggregazione intorno a un particolare allestimento ludico e a un'attività di animazione.

 

Ludoteca

E’ una sorta di “biblioteca dei giochi e dei giocattoli", organizzata sulla base di spazi opportunamente strutturati per consentire diverse attività ludiche. Uno o più ambienti della ludoteca è arredato con scaffali e armadi in cui sono collocati e schedati giochi e giocattoli disponibili anche al prestito.

 

Maltrattamenti

E’ dovere dello Stato proteggere i bambini da ogni forma di maltrattamento da parte dei genitori o di altri adulti e di avviare programmi di prevenzione in questo campo (art. 19 Convenzione ONU).

 

Maltrattamento fisico

Si intende il maltrattamento fisico che ha come conseguenza un danno (pugni, calci, bruciature), ma anche il fallimento nel prevenirlo. Sono inclusi gli avvelenamenti intenzionali, il soffocamento e la sindrome di Munchausen per procura.

 

Mediazione globale

Modalità di mediazione familiare che include anche l'accordo relativo a tutti gli aspetti patrimoniali oltre a quelli relativi alla gestione dei figli dopo la separazione.

 

Mediazione parziale

Modalità di mediazione familiare che si occupa delle conseguenze per i bambini in seguito alla separazione con l'obiettivo di trovare un accordo tra i genitori in merito alla residenza, diritto di visita, modelli educativi, potestà genitoriale, alimenti...

 

Micronido

Servizio di tipo diurno, pubblico o privato, oltre che promosso e gestito da associazioni di famiglie, di capacità ricettiva massima di 10 bambine/i dai tre mesi ai tre anni, con finalità educative e sociali assicurato in forma continuativa attraverso personale qualificato, presso strutture, anche aziendali (micro nido aziendale). Collabora con le famiglie alla crescita e formazione dei bambini, nel rispetto dell'identità individuale, culturale, religiosa. Svolge anche servizio di mensa e riposo. 

 

Mortalità infantile

La mortalità infantile comprende tutti i morti nel primo anno di vita. Il tasso di mortalità infantile è dato dal rapporto tra i morti nel primo anno di vita e il totale dei nati vivi. E’ solitamente un indicatore utilizzato per comprendere le condizioni di assistenza sanitaria di un Paese. Esso è significativamente influenzato dalla tutela della gravidanza e del momento nascita. Mortalità perinatale La mortalità perinatale comprende i nati morti ed i morti nel primo mese di vita. Il tasso di mortalità perinatale è dato dal rapporto tra la somma dei nati morti e morti nel primo mese di vita, e il totale dei nati (vivi e morti). E’ solitamente un indicatore utilizzato per comprendere le condizioni di assistenza sanitaria di un Paese. Esso è significativamente influenzato dalla tutela della gravidanza e del momento nascita.

 

Nido

Servizio di tipo diurno, pubblico o privato, di capacità ricettiva da 11 a massimo 60 bambine/i dai tre mesi ai tre anni, con finalità educative e sociali assicurato in forma continuativa attraverso personale qualificato, presso strutture, anche aziendali ( nido aziendale). Collabora con le famiglie alla crescita e formazione dei bambini, nel rispetto dell'identità individuale, culturale, religiosa. Svolge anche servizio di mensa e riposo.

 

Nido famiglia

Nido domiciliare, con finalità educative e sociali per un massimo di 5 bambine/i da zero a tre anni, svolto senza fini di lucro, promosso da famiglie utenti associate o associazioni familiari, che scelgono un modello educativo e gestionale ritenuto più idoneo nel rispetto dell'identità individuale, culturale, religiosa.

 

Operatori grezzi

Soggetti che per motivi professionali o di altro genere vivono a diretto contatto con la popolazione target di un intervento. Nel caso degli adolescenti, per esempio, possono rientrare in questa categoria gli animatori di gruppi sportivi, i baristi, il datore di lavoro.

 

Organi della tutela

Si intendono le diverse istituzioni del sistema giudiziario (Tribunale per i minorenni, Procura Ordinaria presso il Tribunale, Tribunale civile giudice della separazione, Giudice tutelare presso la Pretura) e delle Forze dell'ordine (Questura - ufficio minori, Commissariati - Carabinieri) che intervengono in modo diverso nella tutela del bambino o con interventi diretti ed indiretti di protezione del minore o di repressione verso l'autore della violenza.

 

Ottimizzazione

Utilizzo adeguato delle risorse possedute, "senza sprechi".

 

Patriarcato (patriarcato domestico)

Per patriarcato si intende un rapporto sociale in cui le donne subisco, no diseguaglianze strutturali rispetto agli uomini, al di là dell'enunciazione di principi di eguaglianza e pari opportunità. Anche nei Paesi più sviluppati le donne sono pochissimo rappresentate nei luoghi della decisione e svolgono più del 60% del lavoro di cura nella famiglia.

 

Progettazione

La progettazione è la capacità di prefigurare i cambiamenti che si desidera - o si ritiene opportuno - introdurre in una data situazione e di immaginare attraverso quali strategie operative si possono conseguire tali cambiamenti, prevedendo i possibili ostacoli che si potrebbero incontrare e stabilendo in anticipo in che modo eventualmente farvi fronte.

 

Progetto di affidamento familiare

Consiste nella pianificazione delle diverse fasi dell'affidamento familiare, prevedendo per ciascuna di esse la definizione chiara degli obiettivi a breve, medio e lungo termine, l'individuazione delle strategie di intervento e degli strumenti più consoni al raggiungimento dei risultati desiderati, il riconoscimento dei punti di forza e l'attivazione delle risorse. Definisce ruoli e funzioni degli operatori coinvolti. Prevede momenti formali di monitoraggio e di verifica dei risultati.

 

Prognosi

Previsione sulla reversibilità dei fattori di rischio individuati, del danno evolutivo e della modificabilità dei fattori di disagio e delle difficoltà psicoambientali e relazionali del sistema familiare valutato. Costituisce la base per la progettazione degli interventi, l'identificazione delle risorse e la definizione di obiettivi, strategie, durata dell'intervento e modalità di verifica su cui operare una scelta relativa alla tipologia dell'affidamento.

 

Programma

Il programma contiene il piano generale del lavoro nelle sue linee fondamentali (obiettivi, contenuti e modalità operative, aspetti economici, organizzativi e gestionali).

 

Programmazione

La programmazione si riferisce alle specifiche attività e può essere mensile o quindicinale. Mentre il programma ha un suo assetto sostanzialmente rigido, la programmazione deve essere uno strumento flessibile, che accompagna il lavoro degli operatori in termini organizzativi e funzionali.

 

Protagonismo

Si può parlare di protagonismo degli adolescenti solo a partire dall'esistenza di una tensione dell'individuo, come del gruppo, verso la progettazione consapevole della propria vita, con riferimento a obiettivi da raggiungere (anche se poi nel processo di crescita si cambiano), alle strategie (cognitive e relazionali) da individuare per raggiungerli, alla capacità di prendere le decisioni nel merito.

 

Protagonismo sociale

Partecipazione attiva, aumento della capacità di progettazione e realizzazione di attività nel contesto di vita.

 

Psicoterapia

Intervento psicologico-clinico strutturato secondo modalità identificate nell'ambito di modelli teorico-tecnici specifici (ad es. modello psicoanalitico, modello sistemico relazionale, modello cognitivista). Psicoterapisti o psicoterapeuti Secondo la normativa vigente gli iscritti all'Ordine dei medici o all'Ordine degli psicologi sono iscritti in appositi elenchi regionali quando é comprovata la loro formazione quadriennale in psicoterapia.

 

Reciprocità

A differenza della parità che implica un rapporto misurabile, di equivalenza nei diritti tra due individui per definizione indipendenti e separati, la reciprocità indica una relazione di dono, un reciproco riconoscimento di bisogni, una equivalenza nell'autorevolezza dei vissuti. La reciprocità include l'equivalenza delle capacità nella differenza dei bisogni e prevede l'interdipendenza reciproca; non esclude il riconoscimento di differenti attese sociali e la diversa autorevolezza delle competenze.

 

Rete

Insieme delle relazioni significative per un soggetto, per lo svolgimento della sua vita quotidiana, per la determinazione delle possibilità, ma anche dei vincoli, della sua evoluzione.

 

Ricongiungimento familiare

Procedimento volto a riunire minori collocati fuori dell'ambito familiare con le loro famiglie utilizzando diversi servizi e diverse forme di sostegno per i minori, le loro famiglie, i genitori affidatari o altri. Ha lo scopo di aiutare ciascun minore e ciascuna famiglia a raggiungere e conservare in ogni momento il proprio livello ottimale di riunificazione, sia che esso consista nel pieno rientro nel sistema familiare o in altre forme di contatto che confermano la piena appartenenza del minore alla sua famiglia.

 

Riflessività

La riflessività riguarda la capacità del soggetto a collocarsi all'interno del contesto in cui opera ed ad analizzare la propria azione in quanto interna alla relazione in cui agisce.

 

Rooming-in

Modalità di ricovero nei primi giorni di vita del bambino. Il bambino può stare accanto alla madre 24 ore su 24, con assistenza infermieristica. Tale modalità di ricovero è raccomandata in quanto favorisce la relazione madre-bambino e costituisce un importante presidio per la promozione dell'allattamento al seno.

 

Sistema formativo integrato

Il sistema formativo integrato si configura come un progetto istituzionale e culturale che mira a coordinare ed integrare le diverse agenzie educative e le diverse esperienze formative in cui i bambini e le bambine vengono coinvolti. Questo anche al fine di favorire una interconnessione che metta a frutto gli specifici educativi propri di ciascuna agenzia, in modo che lo "specialismo" elevi la qualità dell'intervento complessivo.

 

Socializzazione

Nel significato di educazione alla socialità assume un particolare rilievo in adolescenza; si sviluppa dall'intreccio tra il ruolo della famiglia, della scuola e quello delle esperienze di relazione tra coetanei. Ognuno di questi ambienti propone stimoli ed opportunità differenti di apprende, relazionarsi con la società, con le istituzioni, le regole e le attese sociali.

 

Strategia della partecipazione

Una metodologia conosciuta e applicata dalla base, e a tutti i livelli istituzionali, oggetto di un preciso processo di apprendimento. Si basa sulla formazione di operatori, educatori, insegnanti e tecnici affinché adulti e bambini apprendano tale metodo attraverso il coinvolgimento attivo nell'analisi del contesto in cui vivono e dei problemi che li riguardano e nell'elaborazione delle soluzioni degli stessi. Innovazione e sperimentazione di servizi socioeducativi per la prima infanzia Servizi educativi e ricreativi per il tempo libero

 

Tempo libero

L'insieme di attività che ciascun individuo compie nei tempi non destinati agli impegni "primari" quali lo studio, il lavoro, la partecipazione alla vita familiare. Tra gli adolescenti questo tempo acquista notevole importanza proprio per il carattere (spesso apparente) di libertà che lo connota: in esso si può fare tutto ciò che si desidera. In realtà ciò che è importante non è ciò che gli adolescenti fanno ma l'esperienza dello scegliere e del non scegliere da soli ed in gruppo.

 

Trascuratezza

Si intende una grave o persistente trascuratezza nei confronti del bambino, fallimenti nel proteggerlo dall'esposizione a qualsiasi genere di pericolo, incluso il freddo e la fame, o anche insuccessi in alcune importanti aree dell'allevamento che hanno come conseguenza un danno significativo per la salute o per lo sviluppo psicologico.

 

Tutela dei minore

Insieme di interventi mirati alla riduzione duratura del deterioramento della relazione genitore/bambino e alla risoluzione e modificazione dei fattori di rischio psicosociale ed evolutivo individuati nel sistema famiglia di appartenenza del minore.

 

Valutazione dell'idoneità genitoriale

Processo di rilevazione e comprensioni delle relazioni familiari e della relazione genitore/bambino, di accertamento del danno evolutivo subito dal minore e della disponibilità dei genitori a modificare le condizioni di tale relazione. L'insieme dei risultati ottenuti consentono di effettuare una prognosi relativa alle possibilità di intervento e di cambiamento del nucleo familiare

 

Violenza psicologica

Si intende un persistente maltrattamento emotivo o rifiuto (ricatti, minacce, punizioni, indifferenza, squalifiche, mancanza di rispetto, richieste sproporzionate all'età ed alle caratteristiche del bambino) che determina conseguenze negative sullo sviluppo emotivo e comportamentale.

 

 

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